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Ecco come superare gli ostacoli che frenano l’innovazione in Italia

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Gennaio 21, 2022

A che punto siamo con l’economia circolare in Europa e le dichiarazioni del Presidente del CEN, Edo Ronchi, sull’innovazione in Italia.

Parola chiave: innovazione sostenibile. Dal terzo Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia per l’anno 2021 stilato dalla CEN, la Circular Economy Network, rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile insieme con un gruppo di aziende e associazioni di impresa, è emerso che per il terzo anno consecutivo l’Italia risulti essere prima in Europa, ottenendo 26 punti nella produzione circolare, con un distacco di 5 dalla Francia.

Per l’energia rinnovabile utilizzata rispetto al consumo totale di energia, invece, il nostro Paese risulta essere al secondo posto con il 18,2%, acquistando la Spagna il primato con il 18,4% e a seguire vi sono Germania (17,4%), Francia (17,2%) e con un netto distacco la Polonia con un 12,2%. Sul fronte della produttività delle risorse ogni chilogrammo di risorse consumate genera in Italia 3,3 euro di Pil contro una media europea di 1,98 euro.

Volendo parlare di cifre che riguardano l’Europa a livello unitario, di recente Eurostat, l’ufficio statistico comunitario ha aggiornato i dati circa i tassi di circolarità e riciclo degli Stati membri dell’UE; il primo ha registrato un tasso del 12,8%, un dato inferiore se si pensa ad altri indicatori, come ad esempio il riciclaggio.

Un tasso di circolarità più elevato lo si può ottenere non solo attraverso il riciclo ma anche sostituendo i combustibili fossili con energie rinnovabili.

Volendo dare uno sguardo alla situazione italiana, il tasso di circolarità nel Bel Paese nel 2020 era del 21,6% prendendosi il merito di essere sopra la media europea anche se prima di noi abbiamo l’Olanda (30,9%) seguita dal Belgio (23%) e dalla Francia con un 22,9%; invece il tasso di circolarità più basso in Europa, è stato registrato dalla Romania con il suo 1,3%.

Il tasso di circolarità cambia molto da materiale a materiale. Nel 2020, il tasso nell’UE era del 25% per i minerali metallici, per i minerali non metallici, come ad esempio il vetro era del 16%; per la biomassa, che comprende carta, legno, tessuti e via dicendo il tasso era del 10% e del 3% per i materiali da fonti fossili, come ad esempio plastica e combustibili.

Volendo parlare di cifre che riguardano il riciclo, il dato medio europeo calcolato su tutti i rifiuti, esclusi quelli minerali, derivanti dalle attività estrattive, è del 55%. Il tasso italiano, invece, è al 67%.

Il tasso medio europeo dei rifiuti urbani nel 2019 era al 47,7%, l’Italia al 51,4%. Nel 2025 l’obiettivo europeo è quello di arrivare a riciclare il 55% dei rifiuti urbani.

Innovazione, a che punto siamo in Italia

Secondo il presidente del CEN, Edo Ronchi:

“il nostro Paese è tra i paesi leader in Europa ma stiamo perdendo colpi. Nella corsa verso un nuovo modello circolare è un’occasione che non possiamo mancare, non solo per l’ambiente, ma anche per la competività delle aziende italiane.”

Sempre secondo il presidente, il Piano nazionale di ripresa e resilienza può dare una spinta importante per superare gli ostacoli che frenano l’innovazione e valorizzare al meglio le potenzialità italiane.

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