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Bimora è la realtà toscana che rivolge l’attenzione ai rifiuti di plastica e lattine

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Febbraio 23, 2022

Parla Sophie Ravel, responsabile di Bimora che spiega come funzionano i macchinari per contrastare i rifiuti di vetro e plastica

Quante volte sorge spontanea la domanda di sapere che fine fanno i rifiuti di plastica e lattine che intravediamo nei bordi delle strade. A tal proposito, abbiamo intervistato per la nostra pagina di Osservatorio Economia Circolare Sophie Ravel. Quest’ultima è la responsabile dell’azienda Bimora con sede a Poggibonsi, in Toscana.

L’azienda in questione, nata nel 1983, si propone sul mercato italiano con una particolare attenzione nei confronti dell’ecologia, dell’impegno sociale e dell’etica aziendale. Sotto questa ottica la responsabile di Bimora ci spiega quali sono i benefici ecosostenibili per l’ambiente.

“Noi rappresentiamo un produttore tedesco di macchine per la raccolta delle bottiglie in vetro, pet e alluminio che nel nord Europa aiuta fare la raccolta selettiva tramite il sistema del deposito cauzionale. Questa raccolta selettiva serve per far si che le persone non creano rifiuti ma riportano le bottiglie per avere un loro tornaconto personale” spiega Sophie Ravel.

Questi sistemi, pertanto, consentono di captare in maniera differenziata quali materiali è possibile riciclare. In questo modo aiutano il sistema globale portando un beneficio sui modelli di riciclo.

In questo modo ci si interfaccia con i consumatori che prendono sempre più coscienza circa l’importanza di differenziare un materiale, quale può essere carta, vetro o organico.

L’azienda Bimora, quindi, vende questi macchinari dedicati alla grande distribuzione. Tramite quest’ultimo si creano delle promozioni, raccolte punti. Un valido strumento marketing per incentivare quanto più possibile il consumatore.

Il bando mangia plastica

Tale sensibilizzazione, pian piano, è arrivata anche nelle amministrazioni pubbliche. Infatti, recentemente è nato il bando “mangia plastica” a cura del Mite. Requisito principale è quello di essere un Comune. Lo scorso 29 gennaio è uscita la graduatoria sulla prima tranche del programma. Il Sud Italia è il vincitore nella gara per questa agevolazione diretta ai Comuni.

L’accesso diretto al finanziamento tramite una piattaforma di Invitalia era una novità. Tantissimi Comuni, 1140 in tutto, hanno partecipato. Hanno depositato progetti online per ottenere un finanziamento destinato all’acquisto di un ecocompattatore.

Sophie Ravel, ci racconta come in tutti questi anni sia cambiata la sensibilizzazzione in termini di economia circolare. La buona informazione ha sicuramente aiutato nel cambiare il sistema di consumo, sopratutto nelle scuole. Partendo dai più piccoli si può attuare il cambiamento di consumo per rispettare il pianeta in maniera civile.

L’Italia, rispetto a 30 anni fa, ha fatto tanti passi in avanti. Quasi tutti i Comuni, ormai, si sono mossi per la raccolta differenziata. Ma le cose, ancora, devono sicuramente migliorare.

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