Osservatorio Economia Circolare

APPROFONDIMENTI

Una fonte inesauribile di approfondimenti e articoli scientifici sull’economia circolare.

Sostenibilità e redditività, perché possono e devono andare di pari passo
Approfondimenti

Sostenibilità e redditività: perché possono e devono andare di pari passo

on
Giugno 6, 2022

In quest’articolo approfondiamo la mancata connessione tra gli obiettivi sostenibili e il profitto, che spesso si verifica all’interno delle aziende, assieme ad alcune raccomandazioni per creare un solido legame tra le parti.

 

Sostenibilità e redditività, perché possono e devono andare di pari passo

Sostenibilità e redditività, perché possono e devono andare di pari passo – Osservatorioeconomiacircolare.it

 

Un tempo, le aziende contribuivano solo sporadicamente a buone cause donando parte dei loro profitti.

Nella maggior parte dei casi, lo facevano per ottenere vantaggi come la visibilità con i media, il rafforzamento del marchio e il miglioramento del posizionamento con il target.

Oggi, con gli studi accreditati sul cambiamento climatico e con il grande interesse dimostrato da organizzazioni e istituzioni, si sta tentando di standardizzare queste pratiche per renderle dei veri e propri modelli di gestione.

Per fortuna, sempre più aziende di tutte le dimensioni considerano l’impatto sociale e ambientale come un problema di business.

Un recente studio del ROI Marketing Institute, che ha coinvolto 581 interviste condotte ad aziende USA nel 2021, ha mostrato che ben il 96,7% aveva un progetto di sostenibilità in atto.

Mentre gli sforzi per puntare alla sostenibilità ambientale e a quella sociale sembrano in crescita, pare esserci una mancanza di connessione tra le operazioni aziendali quotidiane e il raggiungimento di obiettivi vicini all’economia circolare.

Ecco che di seguito quali sono le problematiche messe in evidenza dal ROIMI e le motivazioni per le quali, invece, sostenibilità e redditività dovrebbero andare di pari passo.

 

La mancata connessione tra obiettivi di sostenibilità e profitto

Dallo studio è emerso che, spesso, all’interno delle aziende, non esiste una vera e propria relazione di causa-effetto tra le iniziative di sostenibilità e il loro impatto sul business.

Eppure, molte volte, la produttività delle aziende è tale da permettere che le risorse economiche siano investite in progetti di sostenibilità; allo stesso tempo, le operazioni sostenibili possono soddisfare le aspettative dei consumatori finali, dei partner e degli azionisti, generando ancor più profitto.

Per sbloccare la mancanza di connessione tra iniziative sociali e ambientali e risultati finali, una chiave potrebbe essere il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni attraverso tre tipi di metriche. Scopriamole insieme di seguito.

 

3 metriche per connettere sostenibilità e redditività

Le prime metriche riportate sono quelle della sostenibilità. Esse misurano l’impatto diretto della questione sociale o ambientale che un’azienda sta affrontando e includono l’energia, le emissioni, il clima, il lavoro, l’acqua, la razza e il genere.

Le seconde sono quelle della comunicazione, che comprendono intenzione di acquisto, reputazione, notorietà, punteggio di promozione netta, esposizione ai media e impressioni.

Le terze, invece, sono quelle aziendali, che riguardano costi, ricavi e rendimenti.

Tra le aziende prese in esame nello studio, il 14,3% ha menzionato le metriche di sostenibilità, il 16,7% quelle della comunicazione e il 33,3% quelle aziendali.

Dal report è emerso, però, che oltre il 35% degli intervistati non ha misurato l’impatto dei propri sforzi in materia di sostenibilità. Le organizzazioni, quindi, devono ancora lottare per definire il reale impatto economico della sostenibilità sul loro business.

La maggior parte dei tentativi si limiterebbero alla misurazione dei costi effettivi dei progetti di sostenibilità, ma non si spingerebbero fino alla contabilizzazione dei ricavi. Così facendo, si rivela impossibile capire quale sia il ritorno sull’ investimento.

Anche nel caso in cui si misurassero i ricavi, però, i risultati potrebbero non essere utilizzati ai fini del processo decisionale di investimento a causa della mancanza di un modello di attribuzione solido e credibile.

In base a quanto riportato dal MIT Management:

“Sebbene il 60% delle aziende abbia una strategia di sostenibilità, solo il 25% ha sviluppato un chiaro business case per i propri sforzi di sostenibilità”.

E secondo i dati pubblicati nel 2017 nel Journal of Accountancy, non ci sarebbero dubbi sul fatto che incorporare la sostenibilità in un’azienda abbia effetti positivi, visto che il 93% delle 250 più grandi aziende del mondo pubblica rapporti di sostenibilità.

In che modo, quindi, manager e imprenditori possono collegare il mondo della redditività con quello della sostenibilità? La soluzione starebbe nello sviluppo di un modello di attribuzione specifico.

 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Economia circolare e digitalizzazione: i big data potrebbero accelerarne il processo

Lo sviluppo del modello di attribuzione

Per connettere sostenibilità e redditività e far sì che funzionino in modo simbiotico bisogna andare oltre la misurazione dell’impatto economico della sostenibilità.

Bisogna spingersi, infatti, verso un nuovo modello di gestione, in cui i progetti di sostenibilità siano visti anche come vantaggi competitivi. Affinché ciò avvenga, devono entrare in gioco una serie di fattori.

Innanzitutto, le aziende dovrebbero lavorare nell’ottica dell’impatto sociale e ambientale che qualsiasi loro azione potrebbe avere all’infuori dell’organizzazione. Dovrebbero considerare, quindi, queste azioni come tutti gli altri progetti nei quali si inseriscano profitti e perdite.

Inoltre, i devono diventare consapevoli del fatto che il conseguimento di obiettivi sociali e ambientali non sia soltanto utile per generare profitto, ma anche necessario. In questo modo, la soddisfazione di esigenze sociali e ambientali può diventare parte di un essenziale modello di operatività.

 

L’incorporazione dei criteri ESG nel business genera rendimenti migliori

Tra il 2015 e il 2019 gli investimenti nel contesto dell’impact investing (che hanno ritorni virtuosi in termini ambientali, sociali ed economici) sono cresciuti a un tasso annuo del 17%.

Come se non bastasse, una stima del Global Impact Investing Network (GINN) aveva previsto che durante la pandemia si sarebbero rafforzate queste pratiche, su un pianeta pressato da urgenti problemi sociali ed economici e dalla necessità di trovare soluzioni.

La sfida è quella di pensare alla sostenibilità dal cuore del business, per conciliare il desiderio di un mondo sostenibile con progetti economicamente fiorenti e attraenti per investitori, azionisti, dipendenti e proprietari. In altre parole, un assoluto vantaggio per tutti.

Dobbiamo utilizzare i migliori strumenti di cui dispone il sistema economico mondiale per promuovere lo sviluppo sostenibile.

Stiamo affrontando la sfida di integrare il desiderio di redditività degli investitori con quella di offrire un reale contributo sostenibile, comprendendo anche che sempre più persone cercano di aumentare il proprio capitale come meccanismo di trasformazione.

 

Articolo di Clarissa Cusimano

 

Ti è piaciuto l’articolo? Continua a seguire il nostro Osservatorio Economia Circolare per non perderti nessuna novità sulla circular economy, sulla sostenibilità e sulle storie di successo delle imprese italiane! Ci trovi anche su Facebook e su Linkedin, ti aspettiamo!

TAGS

LEAVE A COMMENT