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Incorporare i principi dell'economia circolare nei team IT
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Tutte le idee per incorporare i principi dell’economia circolare nei team IT

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Giugno 5, 2022

Come rendere le aziende più sostenibili implementando i principi dell’economia circolare nei loro team IT. Vediamo, inoltre, a che punto sono le imprese con le politiche orientate in tal senso.

 

Incorporare i principi dell'economia circolare nei team IT

 

Nel 2022, i principi dell’economia circolare sono sempre di più al centro del dibattito nei team IT delle imprese.

Per team IT si intendono quei dipartimenti aziendali che si occupano di pianificare, progettare e gestire i sistemi di information technology (IT) di un’organizzazione.

Incorporare i principi dell’economia circolare nei team IT è di fondamentale importanza, perché il settore Tech è tra quelli che contribuiscono in modo più significativo all’impronta di carbonio nel mondo e che, allo stesso tempo, hanno il potere di offrire varie soluzioni per affrontare i problemi ambientali.

 

Fonte: Capgemini.com

 

Molti leader di impresa stanno già convertendo gli sforzi dei loro team IT al fine di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Quest’azione sta portando a un ridimensionamento della maniera in cui i team operano.

In particolare, abbracciare i principi di progettazione modulare e mettere in atto solidi protocolli per gestire l’ingresso nel mercato di prodotti o servizi potrebbe accelerare la transizione verso l’economia circolare delle aziende.

Un grande potere, quindi, sembrerebbe essere nelle mani dei leader d’impresa e nei team IT.

 

Che prezzo dare alla sostenibilità?

Sono sempre di più le aziende che stanno cambiando il modo in cui operano per cercare di raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità. L’azienda multinazionale specializzata nella fornitura di apparati di networking, Cisco, ad esempio, si sta impegnando per riprendersi il 100% delle apparecchiature che produce, una volta che i clienti finiscono di usarle.

L’obiettivo è quello di riutilizzarle o riciclarle: per questo ha istituito una rete che mira alla transizione verso l’economia circolare, un hub che considera l’intero ciclo di vita dei prodotti e che pensa a come renderlo sempre più efficace. Si tratta di un team IT specializzato, che pone al centro le tematiche legate alla sostenibilità.

 

 

“Quando parliamo di sostenibilità, ogni ambito delle nostre attività deve entrare in sintonia. Dobbiamo renderci conto che potrebbe esserci un prodotto là fuori che è la versione innovativa di uno che già stiamo utilizzando.”

– ha dichiarato il Dottor Colin Seward, IT leader per EMEA di Cisco, durante il Summit 2022 sulla Digital Responsibility.

In sintesi, ogni impresa dovrebbe implementare, all’interno della propria politica aziendale, elementi in grado di creare circoli virtuosi, perché più efficienti dal punto di vista energetico, più sostenibili e più facili da aggiornare. Elementi che non facciano altro che avvicinare le aziende ai loro obiettivi legati all’economia circolare.

Non rimane da chiedersi se le aziende siano davvero disposte ad assumersi le responsabilità e ad accettare i rischi del cambiamento pur di essere sostenibili.

“Qual è il premio che sei disposto a pagare se vedi che c’è un prodotto là fuori che è un po’ più costoso, ma è più sostenibile? Quale premio è disposta a pagare la tua azienda per una soluzione più sostenibile?”

Dottor Colin Seward.

 

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Politica sostenibile nei team IT delle aziende, a che punto siamo

Un report di Capgemini del 2021, citato da Forbes, mostrava come i team IT stessero reagendo ai problemi ambientali.

Ai fini del report, i consulenti hanno chiesto ai dirigenti di 1000 aziende con un fatturato annuo di oltre 1 miliardo di dollari di illustrare le loro pratiche tecnologiche sostenibili.

Come affermato dal coautore del Sustainable IT, Benjamin Alleau, purtroppo, solo in pochi avevano un’idea ben chiara dello stato della loro impronta di carbonio.

Sebbene un terzo avesse affermato che il dibattito sulla sostenibilità del settore fosse aperto e all’ordine del giorno, soltanto il 6% delle aziende aveva dichiarato di aver adottato una politica sostenibile, atta a limitare l’impatto ambientale delle proprie attività.

Solo un terzo degli intervistati avrebbe avuto un’idea chiara dell’impatto delle emissioni dei dispositivi di uso quotidiano, come i telefoni cellulari e i laptop. Meno di un’azienda su cinque (18%), tra quelle intervistate, avrebbe disposto di una strategia IT sostenibile completa con obiettivi e scadenze ben definiti.

 

Fonte: Capgemini.com

 

In base a quanto evidenziato dal report, l’industria tecnologica sta cercando di ridurre i livelli attuali di emissioni, il che è un passo nella giusta direzione. Come sostiene Alleau, però, c’è “bisogno di fare di più con meno“.

Nel 2022, non si parla solo di riduzione, ma anche di approccio modulare. Sempre più aziende tecnologiche si stanno attivando per incorporare i principi dell’economia circolare nei propri team IT.

Di seguito, le raccomandazioni del Dottor Seward e di Mattie Yeta, che credono che l’ecosostenibilità nel settore tecnologico parli in termini di monitoraggio, misurazione e, appunto, approccio modulare.

 

Come rendere i team IT sempre più sostenibili

La produzione di apparecchiature tecnologiche complesse mette spesso alla prova i team IT delle aziende assieme ai loro partner, perché rischia di compromettere il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Durante il Summit 2022, Mattie Yeta, responsabile della sostenibilità presso CGI, tra le più grandi società di servizi IT e di consulenza aziendale al mondo, ha delineato alcuni passaggi pratici che i team IT delle imprese possono intraprendere per incorporare i principi dell’economia circolare.

 

Monitoraggio e misurazione in virtù della sostenibilità

Si tratta in generale del monitoraggio dei target di sostenibilità, dei KPI e del grado di sostenibilità di processi, prodotti e servizi aziendali.

In particolare, avere all’interno del proprio team IT professionisti in grado di monitorare i KPI relativi alla sostenibilità è molto importante.

In base a quanto affermato da Yeta:

“Sarebbe necessario anche un ‘centro di controllo’ che delinei le responsabilità riguardanti il rispetto dei criteri dell’economia circolare. Questo forum dovrebbe valutare, di volta in volta, se i responsabili di un’organizzazione siano effettivamente consapevoli del valore della sostenibilità e sulla buona strada nel processo di transizione verso l’economia circolare.”

Per quanto riguarda, invece, i target da raggiungere, è essenziale ad esempio riconoscere quando alzare la voce e quando essere più flessibili con i partner, in modo da incentivarli nel raggiungimento degli obiettivi sostenibili aziendali.

 

La lotta ai rifiuti elettronici aziendali: l’approccio è modulare

Tutte le aziende, inoltre, dovrebbero portare avanti una dura lotta contro i rifiuti elettronici. I RAEE, infatti, sono un grosso problema per l’industria IT, con oltre 50 milioni di tonnellate di dispositivi scartati ogni anno.

Una delle possibili soluzioni per ridurre l’inquinamento provocato dai RAEE potrebbe essere l’adozione di un approccio modulare. Si tratta di un principio chiave che entra in gioco soprattutto durante la fase di progettazione di un prodotto.

Un esempio riportato dal Dottor Seward è quello dell’aggiornamento degli apparecchi elettronici all’interno di Cisco: l’azienda non sostituisce un router obsoleto per intero; se si vuole che passi dalla tecnologia 4G alla 5G, seguendo l’approccio modulare si estrarrebbe unicamente quella parte.

L’approccio modulare, quindi, non farebbe altro che prolungare la durata della vita di un prodotto tecnologico, con conseguenze positive sullo smaltimento dei rifiuti.

Affinché ciò avvenga, è necessario che tale approccio sia accompagnato da una manutenzione puntuale delle apparecchiature. Una cura e un’assistenza costanti, infatti, riducono di molto la possibilità che gli strumenti vengano sostituiti o scartati prematuramente.

Inoltre, il design modulare semplificherebbe il riutilizzo dei prodotti, in quanto, se progettati in anticipo, diventerebbe più facile smontarli, ricostruirli e, se necessario, donarli.

 

Articolo di Clarissa Cusimano

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