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Casa Talìa, progetto ambizioso di ecosostenibilità in provincia di Ragusa

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Gennaio 26, 2022

Da vecchi ruderi a dimore slow living: la riqualificazione di nuove strutture grazie alla bioarchitettura ed ecosostenibilità.

Parola chiave, ecosostenibilità. Due architetti milanesi trapiantati a Modica, conosciuta anche come la città delle 100 chiese. Questa è la storia di Marco Giunta e Viviana Haddad, una coppia nella vita e nel lavoro. Dal loro sposalizio a 360 gradi nel 2001 nasce il progetto di Casa Talìa.

Spinti dall’amore del territorio siciliano, i due architetti vent’anni fa hanno acquistato dei ruderi per realizzare un primo esempio di albergo diffuso, una tipologia di accoglienza totalmente sconosciuta nel lontano 2001, diventando quindi i pionieri in provincia di Ragusa.

Il loro obiettivo è stato quello di non cambiare i connotati di questi luoghi, di mantenerli quanto il più possibile allo stato originale e di integrare quello che avevano in mente all’interno di un tessuto che aveva una storia come quella del barocco modicano.

In una situazione meravigliosa da un punto di vista paesaggistico, l’obiettivo è stato più che raggiunto come racconta Marco Giunta, il quale si occupa di ricerca e produzione nell’ambito della cartotecnica: l’albergo diffuso è composto da piccole dimore che sono state riqualificate e che negli anni sono state trasformate con l’impiego di materiali naturali e tipici della tradizione siciliana.

I due architetti milanesi con la riqualificazione di questi vecchi ruderi hanno ripreso delle tecniche costruttive che ormai sono andate perse come ad esempio gli intonaci a calce oppure mantenere i tetti nella loro forma originale con canne e gesso sopra le tegole così come aver mantenuto intatti i muri a secco negli esterni, rafforzati con telai lignei per rispondere ai requisiti antisismici.

La specialità di Casa Talìa e l’importanza dell’ecosostenibilità

Casa Talìa è stata ristrutturata secondo i principi della bio architettura e dell’ecosostenibilità, quindi a basso impatto ambientale: oltre all’uso di materiali naturali e tradizione locale, sono stati scelti materiali di recupero o d’artigianato per gli arredi, come ad esempio la testiera da letto che diventa una ringhiera oppure il mobile del bagno dove una volta vi era la macchina da cucire.

Sono state impiegate vernici ecologiche, legni ingrassati a olio oppure trattati con impregnanti e colori naturali e passati a cera, cocciopesto e pietra locale per i pavimenti. Da un punto di vista dell’impianto elettrico, invece, sono stati i primi in provincia di Ragusa nel 2001 a utilizzare il sistema domotico per risparmiare quanto più possibile da un punto di vista energetico.

La filosofia del luogo è quello del vivere lento, lo slow living, rendendo Casa Talìa un progetto eco compatibile sia da un punto di vista tecnico ma anche sotto il profilo umano: il tempo è scandito solo dalla luce del cielo, dai suoni e dai colori, niente di più, come descrivono Marco e Viviana.

Questa coppia, sono un ottimo esempio per coloro i quali decidono di abbandonare la vita frenetica della città per rifugiarsi in un ambiente intimo, tranquillo, cambiando stile di vita e al tempo stesso rispettando l’ambiente.

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